la città di domani - Fabio Paolo Marchesi

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la città di domani

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Le Città di domani

Ideali comunitari per il mondo di oggi


Tratto dal libro Citt‡ di Luce di Swami Kriyananda.





Immagina una città, una bellissima città, proprio come dovrebbe essere una città di domani.

Immagina
, all’interno di questa città, piccole zone residenziali, ognuna immersa in un bel parco per la felicità di chi vi abita.

Immagina panorami bellissimi
e aperti, ovunque si posano i tuoi occhi: colline e valli in lontananza e, più vicino, prati alberi e fiori.

Immagina negozi
in cui l’elemento fondamentale è l’amicizia, in cui il personale si preoccupa di come dare ai clienti, piuttosto che di come prendere da loro.

Immagina aziende
in cui le necessità personali dei dipendenti contano più della ricerca del guadagno: luoghi in cui le persone sono più importanti delle cose.

Immagina una comunit
à di persone che sanno cooperare gioiosamente insieme, con gentilezza nel cuore l’una per l’altra e per tutti coloro che incontrano nella loro vita.

Immagina una citt
à con scuole in cui si insegna ai bambini l’arte di vivere, oltre alle normali materie; in cui si insegna il significato del successo dal punto di vista umano e non soltanto economico; in cui si insegna ad attirare il successo, a concentrarsi, a vincere gli stati d’animo negativi, ad andare d’accordo con gli altri e come essere felici.

Immagina un luogo in cui le persone hanno un cuore semplice
, privo di moventi egoistici; in cui gli abitanti amano sinceramente la verità e Dio, e si sforzano di vederLo ugualmente manifesto in tutto il genere umano.

Tutto questo è possibile, perché
un luogo come questo esiste! È il villaggio Ananda’s World Brotherhood in California. La sua esistenza, inoltre, lascia intravedere possibilità sorprendenti per l'umanità del nostro tempo.



Speranza per un mondo migliore


Tratto dal libro Il Sentiero di Swami Kriyananda.


LÌodierno impeto verso lÌideale comunitario À dovuto, pi˘ di quanto si creda, a Paramhansa Yogananda
, alle sue conferenze, ai suoi scritti, al puro potere del suo pensiero che aveva diffuso nell’etere, […] quando durante la sua energica conferenza a Beverly Hill, egli affermò "non soltanto i presenti, ma migliaia di giovani ÷ andranno a coprire la terra di piccole colonie, per dimostrare al mondo che una vita semplice unita allÌelevatezza di pensiero conduce alla pi˘ grande felicità".

"
LÌambiente À più forte della volontà" diceva Yogananda. Le colonie di fratellanza mondiale dovevano costituire nelle sue intenzioni, ambienti favorevoli allo sviluppo di qualità spirituali come l’umiltà, la devozione, il rispetto per gli altri, l’amichevole cooperazione reciproca. A chi era ancora legato alle cose terrene e sognava una forma migliore di vita, queste piccole comunità fondate sulla cooperazione avrebbero offerto la speranza più certa di dimostrare all’intera società che l’umanità è in grado di raggiungere altezze ignorate e negate con tanto disprezzo in questa era di sottosviluppo spirituale […]. "La fratellanza", scrisse Yogananda nella prima edizione dell’Autobiografia di uno yogi, "À un ideale che si comprende meglio dallÌesempio che dalle parole! Un gruppo esiguo ma armonioso che si formi qui può ispirare la costituzione di altre comunità, basate sullo stesso ideale, in tutto il mondo".

Ho avvertito sovente nel mio cuore il sorriso di gioia del Maestro nel vedere realizzato il suo sogno delle colonie di fratellanza universale. La sua benedizione su Ananda, come un’aura quasi tangibile di pace, é percepita da tutti coloro che ci visitano. […]
Migliaia di persone trovano nellÌesempio di Ananda, lÌispirazione e la guida per spiritualizzare la loro vita. Questo, infatti, À lo scopo principale delle comunità che si basano sui valori dello spirito. […]. Cosœ Ananda diffonde in parecchie nazioni il sentimento di appartenenza ad una sola famiglia spirituale; in tempi di prova serve come sostegno ed incoraggiamento, ed in tempi sereni serve come ispirazione.

Spesso, quando mi soffermo a contemplare i verdi campi di Ananda, i suoi boschi, la distesa ondulata dei colli, rammento una poesia che scrissi… e che ambientai nella leggendaria età aurea di Rama, signore del regno di Ayodhya, nell’antica India, luogo di universale armonia, di pace, e di fratellanza.
Possano tutti gli uomini imparare a vivere cosœ, dovunque li portino i sentieri della vita. Adesso come allora la pace divina À possibile soltanto quando lÌuomo colloca Dio ed i valori spirituali al primo posto nella sua esistenza.

Giugno ad Ayodhya

Ascolta! Giugno, mormora sereno nellÌaria, e dal Regno di Rama, Ayodhya, si leva un canto di infinita pace. Le messi chinano al vento il capo pesante, in attesa paziente della mietitura.

I cuori degli uomini vibrano di quella forza perfetta che sorride di ogni ostacolo; deposti gli antichi odi soltanto amore essi nutrono. Le parole delle donne sono dolci e benevole; i bimbi rispondono con umilt‡; persino gli uomini sembran cerbiatti, quieti e modesti, dolci e rispettosi.

Tale armonia fluisce ovunque quando gli uomini con cuori grati, offrono a Dio la loro opera. La fratellanza non ha bisogno di essere imposta dalle leggi, non servono i parlamenti.

La vera pace À di chi ha vicino il Signore.

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